I Marron

 

Il valico del Moncenisio conosce il suo periodo migliore  tra il XIII e XVIII secolo, principale asse commerciale tra Italia e Francia, veniva costantemente mantenuto aperto anche durante l’inverno grazie al continuo lavoro degli abitanti dei paesi montani che in cambio di privilegi, mantenevano  battuta la pista e segnato il percorso conficcando pali nella neve.

Il percorso attraverso il valico è stato chiamato nel tempo con vari nomi, da quello più comune di via “romea”  a  strada “lombarda” o “pellegrina” , a strada “antica delle gallie”, via “franchigena” ed infine  “strada reale”.

Gli uomini che dietro lauti compensi provvedevano al trasporto di persone e materiali, utilizzando rudimentali portantine e muli, venivano chiamati “ MARRON” e sia da Novalesa che da Lanslebourg, accompagnano i viandanti attraverso il valico, la salita era sempre molto faticosa e durava  parecchie ore di marcia, ma la discesa era veloce ed inebriante, in inverno bastavano anche solo 10 minuti per scendere dal colle a Lanslebourg, ma occorreva avere coraggio per sedere sulle “RAMASSES” rozze e robuste slitte, una sorta di taboga di altri tempi, il nome deriva dal fatto che anticamente queste slitte erano semplicemente dei fasci di rami.

A Novalesa come a  Lansleboug, posti di partenza  della traversata, tra  il XVI ed il XVIII secolo vi fu un rifiorire di alberghi,  locande e taverne dove il viaggiatore poteva fermarsi per attendere il momento migliore per la traversata.

E nondimeno si potevano trovare esperti “carrozzieri che smontavano  e rimontavano  le carrozze per permetterne il trasporto, a dorso di mulo, attraverso il valico.

 

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